Indice dell'articolo
  1. Il PRG: lo strumento della vecchia urbanistica
  2. Il PUG: la nuova urbanistica pugliese
  3. Come capire quale strumento si applica
  4. La perequazione urbanistica nel PUG: cosa significa

In Puglia convivono due generazioni di strumenti urbanistici: i vecchi Piani Regolatori Generali (PRG), ancora in vigore in molti comuni (incluso Bari con il Piano Quaroni del 1976), e i più moderni Piani Urbanistici Generali (PUG), introdotti dalla LR Puglia 20/2001. Capire la differenza è fondamentale per chiunque voglia acquistare, costruire o sviluppare immobili nella regione.

Il PRG: lo strumento della vecchia urbanistica

Il Piano Regolatore Generale nasce dalla Legge Urbanistica del 1942 (L. 1150/1942) ed è stato lo strumento urbanistico italiano per cinquant’anni. Si basa sulle zone omogenee definite dal DM 1444/1968: A (centro storico), B (residenziale consolidata), C (espansione residenziale), D (produttiva), E (agricola), F (servizi pubblici).

Il PRG è uno strumento rigido e prescrittivo: stabilisce le destinazioni d’uso zona per zona, gli indici di edificabilità, le altezze massime. Cambiare una previsione richiede una variante formale, spesso lunga e complessa.

Comuni pugliesi con PRG ancora vigente: Bari (PRG 1976), e numerosi comuni medio-piccoli che non hanno ancora completato il percorso di redazione del PUG.

Il PUG: la nuova urbanistica pugliese

Il Piano Urbanistico Generale è stato introdotto dalla LR Puglia 20/2001 (Norme generali di governo e uso del territorio) per superare i limiti del PRG. Le differenze principali:

Aspetto PRG PUG
Base normativa L. 1150/1942 + DM 1444/1968 LR Puglia 20/2001
Struttura Zone omogenee rigide Città esistente + città da trasformare
Flessibilità Bassa (varianti formali) Alta (accordi di programma, perequazione)
Partecipazione Limitata Obbligatoria (VAS, conferenze di servizi)
Strumenti attuativi Piani di lottizzazione, PIP PUE (Piani Urbanistici Esecutivi)
Perequazione Non prevista Obbligatoria
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Il PUG introdotto dalla LR Puglia 20/2001 è più flessibile del PRG classico: introduce la perequazione urbanistica e distingue la città esistente da quella da trasformare

Come capire quale strumento si applica

Per qualsiasi comune pugliese:

1. Vai sul sito del Comune → Settore Urbanistica

2. Cerca “Strumento Urbanistico Vigente”

3. Se c’è il PUG: cerca le NTA del PUG e la tavola di zonizzazione

4. Se c’è ancora il PRG: cerca le NTA del PRG e la tavola delle zone omogenee

Attenzione: molti comuni hanno il PUG adottato ma non ancora approvato, o il PRG vigente con varianti successive. In questi casi si applica il “doppio regime”: per le aree interessate dalla variante si usa la norma della variante, per il resto si usa il PRG originario.

La perequazione urbanistica nel PUG: cosa significa

Una delle novità più importanti del PUG è la perequazione urbanistica: invece di attribuire i diritti edificatori solo alle aree trasformabili (come nel PRG), il PUG distribuisce i diritti su un’area più ampia e permette il trasferimento dei diritti tra proprietari diversi.

In pratica: puoi avere un terreno con diritti edificatori anche se non puoi costruirci sopra — vendi i diritti a chi ha aree idonee alla costruzione. Questo meccanismo ha creato un mercato secondario dei diritti edificatori che è una specificità del contesto pugliese da capire bene prima di investire.

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La perequazione urbanistica del PUG ha creato un mercato dei diritti edificatori trasferibili: un meccanismo da comprendere bene prima di qualsiasi investimento in comuni pugliesi con PUG

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Fonti: LR Puglia 20/2001; DM 1444/1968; L. 1150/1942; Regione Puglia — Sezione Urbanistica
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Argomento: differenza PRG PUG Puglia
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