Indice dell'articolo
  1. Quando si apre la successione
  2. Quanto si paga: aliquote e franchigie
  3. Le imposte "nascoste": ipotecaria e catastale
  4. La dichiarazione di successione
  5. La voltura: perché l'immobile deve cambiare nome
  6. Domande frequenti
  7. Fonti
✍️ Di Domenico Dentamaro, Fondatore, 2D Sviluppo Immobiliare · Pubblicato · Chi siamo e fonti

In breve. Il coniuge e i figli non pagano imposta di successione fino a 1 milione di euro di valore netto, ma pagano imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale. La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi.

Quando si apre la successione

La successione si apre al momento della morte del titolare, nel suo ultimo domicilio. Da quel momento decorrono i termini: la dichiarazione ha 12 mesi di tempo, ma le imposte di registro, ipotecaria e catastale sugli immobili sono di norma dovute entro 60 giorni dalla dichiarazione.

Gli immobili non passano in proprietà automaticamente in tutti i casi: diventa erede solo chi accetta. L’accettazione può essere espressa o tacita, e il modo in cui avviene incide sulle responsabilità per eventuali debiti del defunto.

Quanto si paga: aliquote e franchigie

Imposta di successione per rapporto con il defunto
Eredi Aliquota Franchigia
Coniuge e figli 4% 1.000.000 euro per ciascuno
Fratelli e sorelle 6% 100.000 euro per ciascuno
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta 6% Nessuna
Altri soggetti 8% Nessuna

Fonte: D.Lgs. 346/1990, art. 2, aliquote e franchigie in vigore.

La franchigia è personale: si applica a ciascun erede sul proprio valore di quota, non sull’intero asse ereditario. In una famiglia con due figli, quindi, la soglia complessiva di esenzione diventa 2 milioni di euro.

Attenzione a un punto che genera quasi sempre confusione: l’imposta di successione e le imposte ipotecaria e catastale sono cose diverse. Anche quando l’imposta di successione è azzerata dalla franchigia, le altre due restano dovute.

Le imposte “nascoste”: ipotecaria e catastale

Quando un immobile entra nell’eredità si versano:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale
  • Il totale minimo dovuto è di 200 euro

Su un immobile con valore catastale di 100.000 euro significa 3.000 euro, indipendentemente dalla franchigia sulla successione. È la prima cifra che va messa nel conto quando si calcola la successione di una casa.

La dichiarazione di successione

Va presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, di norma dal chiamato all’eredità o da un suo delegato. È obbligatoria quando l’asse include immobili o diritti reali immobiliari, anche se non supera le franchigie.

Nella dichiarazione vanno indicati gli immobili con i dati catastali, il valore, le quote di ciascun erede e i dati anagrafici di tutti i chiamati.

Tre scadenze da tenere a mente

Tempi della successione immobiliare
Adempimento Termine
Dichiarazione di successione 12 mesi dall’apertura
Versamento imposte ipotecaria e catastale 60 giorni dalla dichiarazione
Voltura catastale Contestuale alla dichiarazione, se presentata telematicamente

Fonte: D.Lgs. 346/1990, art. 31; Agenzia delle Entrate, istruzioni alla dichiarazione di successione.

La voltura: perché l’immobile deve cambiare nome

La voltura è l’aggiornamento del catasto: l’immobile passa ufficialmente dagli eredi del defunto ai nuovi titolari. Se non viene fatta, il catasto continua a indicare una persona deceduta e questo blocca vendite, mutui e successioni future.

Quando la dichiarazione di successione è inviata in via telematica, la voltura è predisposta automaticamente dall’Agenzia e non si pagano i tributi speciali catastali.

Domande frequenti

Se sono figlio unico e l’eredità vale 300.000 euro, quanto pago?

L’imposta di successione è zero, perché la franchigia di 1 milione di euro copre l’intero valore. Restano dovute l’ipotecaria e la catastale sul valore catastale degli immobili, con un minimo di 200 euro.

Posso rifiutare un immobile che non voglio?

Sì, ma il rifiuto è un’operazione formale e va fatta prima di accettare l’eredità. Una volta accettata, non si può rinunciare solo a una parte: si accetta o si rifiuta l’eredità nel suo complesso.

Conviene accettare con beneficio d’inventario?

Quando ci sono debiti o immobili con problemi edilizi, sì: limita la responsabilità dell’erede al valore dei beni ricevuti. La scelta va fatta con un professionista, perché i tempi sono stretti.

Il coniuge superstite paga su tutto?

Il coniuge paga l’imposta solo sulla propria quota di eredità, al netto della franchigia di 1 milione di euro. La casa coniugale in genere è riservata al coniuge come diritto di abitazione, e questo incide sul calcolo delle quote.

Fonti

Aliquote e franchigie vigenti al 29 ottobre 2026. La valutazione del singolo caso richiede il supporto di un notaio o commercialista.

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